Presso il Renzullo Centro di Riabilitazione sono attivi molteplici percorsi terapici in acqua.

NEUROPSICOMOTRICITÀ

L’acqua il principio di tutte le cose.
La terapia neuropsicomotoria in acqua è un trattamento che si integra nell’ampia cornice del progetto riabilitativo del paziente.
L’elemento liquido diventa un facilitatore, un rinforzo, essendo uno stimolo tangibile rispetto all’aria. L’esperienza corporea in acqua da la possibilità al bambino di sentirsi avvolto e contenuto nei nostri ambienti assicurati da una temperatura esterna di oltre 30gradi e di una temperatura in vasca di 33 gradi circa.
Si rivolge a pazienti in età evolutiva con diagnosi di:

  • disturbi dello spettro autistico
  • ADHD
  • disabilità intellettiva
  • disturbo della coordinazione motoria
  • PCI
  • disturbi emotivo-comportamentali
  • sindromi genetiche

Le attività ludico-terapeutiche in acqua sono finalizzate  a potenziare i seguenti aspetti funzionali dello sviluppo del bambino:

  • strutturazione e percezione dello schema corporeo
  • equilibrio
  • controllo posturale
  • coordinazione dinamica centrale
  • coordinazione visivo motoria
  • orientamento spazio-temporale
  • consapevolezza emotivo-corporea
  • regolazione cognitivo-comportamentale
IDROKINESITERAPIA

La riabilitazione motoria in acqua – Idrokinesiterapia – consiste in un insieme di esercizi attivi o passivi con o senza l’aiuto del terapista in vasca al fine di poter recuperare un eventuale funzione del nostro corpo che è andata persa, in ambito ortopedico o neurologico.

Sfruttando la proprietà di galleggiamento è possibile poter programmare una serie di interventi in assenza o con una riduzione del peso corporeo sulla struttura patologica, questo fa si che in situazione come un operazione di protesi d’anca o un operazione a carico della colonna vertebrale la persona possa cominciare ad effettuare un training deambulatorio in tempi più brevi rispetto a quando possa fare in palestra evitando così problematiche dovute a un allettamento prolungato.

Grazie alle varie proprietà dell’acqua, l’idrokinesiterapia è un ottima terapia da associare alla Fisioterapia a secco o da fare in alternativa alla terapia in palestra. Può essere associata a terapie strumentali come la Tecarterapia, Laserterapia, Onde d’Urto e a terapie manuali come Linfodrenaggio e Osteopatia.

La riabilitazione in acqua a seconda del grado di autonomia del paziente potrà essere effettuata con la presenza del terapista in acqua qualora il paziente non sia in grado di stare da solo in vasca in tutta sicurezza, in questo caso il terapista effettuerà tecniche di mobilizzazione passiva o attiva di un arto, tecniche allungamento della colonna tenendo il paziente in uno stato di totale galleggiamento oppure aiuterà la persona ad effettuare gli esercizi attivi, qualora il grado di autonomia del paziente gli permette di poter stare in vasca in completa sicurezza da solo il terapista lo seguirà da fuori istruendolo sui vari esercizi del piano terapeutico e controllandone sulla corretta esecuzione.

L’idrokinesiterapia non viene effettuata nelle normali piscine presenti nei centri sportivi, ma deve essere effettuata in vasche concepite apposta per poter effettuare il ciclo di riabilitazione.

La temperatura dell’acqua si aggira intorno ai 33/34 gradi.
È divisa in varie sezioni con diversi gradi di galleggiamento che permettono di poter effettuare esercizi riabilitativi con diversi gradi di carico o in totale assenza, ed esistono svariati ausili da poter utilizzare nella seduta riabilitativa che permettono di aiutare il paziente nelle varie situazioni:

  • attrezzi galleggianti che possono facilitare il movimento di un arto, permettendo cosi di effettuare esercizi attivi assistiti al fine di poter aumentare un eventuale range di movimento perso;
  • pesi adatti per l’acqua che permettono di poter aumentare il peso di un arto al fine di poter effettuare un rinforzo muscolare adeguato,

attrezzature che permettono al paziente di rimanere in totale galleggiamento, al fine di poter effettuare un training riabilitativo tenendo eventuali articolazioni in completo scarico e senza andare ad aggravare su di esse.

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Sono attivi presso il Renzullo Centro di Riabilitazione molteplici percorsi terapici in acqua.

AREA PISCINE

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NEUROPSICOMOTRICITÀ

L’acqua il principio di tutte le cose.
La terapia neuropsicomotoria in acqua è un trattamento che si integra nell’ampia cornice del progetto riabilitativo del paziente.
L’elemento liquido diventa un facilitatore, un rinforzo, essendo uno stimolo tangibile rispetto all’aria. L’esperienza corporea in acqua da la possibilità al bambino di sentirsi avvolto e contenuto nei nostri ambienti assicurati da una temperatura esterna di oltre 30gradi e di una temperatura in vasca di 33 gradi circa.
Si rivolge a pazienti in età evolutiva con diagnosi di:

  • disturbi dello spettro autistico
  • ADHD
  • disabilità intellettiva
  • disturbo della coordinazione motoria
  • PCI
  • disturbi emotivo-comportamentali
  • sindromi genetiche

Le attività ludico-terapeutiche in acqua sono finalizzate  a potenziare i seguenti aspetti funzionali dello sviluppo del bambino:

  • strutturazione e percezione dello schema corporeo
  • equilibrio
  • controllo posturale
  • coordinazione dinamica centrale
  • coordinazione visivo motoria
  • orientamento spazio-temporale
  • consapevolezza emotivo-corporea
  • regolazione cognitivo-comportamentale
IDROKINESITERAPIA

La riabilitazione motoria in acqua – Idrokinesiterapia – consiste in un insieme di esercizi attivi o passivi con o senza l’aiuto del terapista in vasca al fine di poter recuperare un eventuale funzione del nostro corpo che è andata persa, in ambito ortopedico o neurologico.

Sfruttando la proprietà di galleggiamento è possibile poter programmare una serie di interventi in assenza o con una riduzione del peso corporeo sulla struttura patologica, questo fa si che in situazione come un operazione di protesi d’anca o un operazione a carico della colonna vertebrale la persona possa cominciare ad effettuare un training deambulatorio in tempi più brevi rispetto a quando possa fare in palestra evitando così problematiche dovute a un allettamento prolungato.

Grazie alle varie proprietà dell’acqua, l’idrokinesiterapia è un ottima terapia da associare alla Fisioterapia a secco o da fare in alternativa alla terapia in palestra. Può essere associata a terapie strumentali come la Tecarterapia, Laserterapia, Onde d’Urto e a terapie manuali come Linfodrenaggio e Osteopatia.

La riabilitazione in acqua a seconda del grado di autonomia del paziente potrà essere effettuata con la presenza del terapista in acqua qualora il paziente non sia in grado di stare da solo in vasca in tutta sicurezza, in questo caso il terapista effettuerà tecniche di mobilizzazione passiva o attiva di un arto, tecniche allungamento della colonna tenendo il paziente in uno stato di totale galleggiamento oppure aiuterà la persona ad effettuare gli esercizi attivi, qualora il grado di autonomia del paziente gli permette di poter stare in vasca in completa sicurezza da solo il terapista lo seguirà da fuori istruendolo sui vari esercizi del piano terapeutico e controllandone sulla corretta esecuzione.

L’idrokinesiterapia non viene effettuata nelle normali piscine presenti nei centri sportivi, ma deve essere effettuata in vasche concepite apposta per poter effettuare il ciclo di riabilitazione.

La temperatura dell’acqua si aggira intorno ai 33/34 gradi.
È divisa in varie sezioni con diversi gradi di galleggiamento che permettono di poter effettuare esercizi riabilitativi con diversi gradi di carico o in totale assenza, ed esistono svariati ausili da poter utilizzare nella seduta riabilitativa che permettono di aiutare il paziente nelle varie situazioni:

  • attrezzi galleggianti che possono facilitare il movimento di un arto, permettendo cosi di effettuare esercizi attivi assistiti al fine di poter aumentare un eventuale range di movimento perso;
  • pesi adatti per l’acqua che permettono di poter aumentare il peso di un arto al fine di poter effettuare un rinforzo muscolare adeguato,

attrezzature che permettono al paziente di rimanere in totale galleggiamento, al fine di poter effettuare un training riabilitativo tenendo eventuali articolazioni in completo scarico e senza andare ad aggravare su di esse.